Acid Moon e le sue sorelle

Acid Moon e le sue sorelle

A novembre dell’ormai passato 2017 ho brassato, con il metodo No-Boil, la mia prima birra acida, una Berliner Weisse. Dalla cotta sono usciti 25 litri con OG 1034, dei due punti in più di OG (la massima prevista per lo stile è 1032) non me ne è importato più di tanto ed ho lasciato fermentare per circa 10 giorni. Un bel giorno mi è venuto il pallino della birra alla frutta e dato che in estate ho raccolto alle pendici del Vesuvio oltre 2kg di more che poi ho congelato, ho pensato di usarle per aromatizzare una parte della Berliner con queste. Non ero del tutto contento. In quei giorni avevo in casa un’ananas bella grossa e matura e che sicuramente sarebbe marcita nel portafrutta allora quale occasione migliore per utilizzarla. Mi sono armato di pazienza, ho scongelato e frullato grossolanamente le more, sbucciato l’ananas e frullata anche questa senza preoccuparmi tanto della dimensione dei pezzi. Sono sceso in cantina, ho diviso la birra in tre Carboy in pet da 10L versato la frutta in due mentre nel terzo, che doveva essere una berliner semplice, ho fatto un DH di Pacific Jade (5g/l), mica la potevo lasciare cosi. I fermentatori con la frutta sono rimasti a riposo fino al 3 di dicembre, giorno dell’imbottigliamento.

Bene è arrivata L’ora di presentarvele!!!

Acid Moon Pacific Jade DH

Si presenta con una schiuma bianchissima, con un bel colore dorato e con una buona limpidezza, al naso l’odore di yogurt bianco e profumo di agrumi è accompagnato da lievissimi sentori pepati, forse conferiti dal luppolo usato in dry hopping. In bocca si presenta dapprima un citrico quasi pungente, l’amaro è praticamente assente per poi finire con un sapore quasi dolce simile ad uno yogurt magro accompagnato poi dalle note acide.

Acid Moon Ananas

La versione all’ananas, come la sorella con il DH, ha una schiuma bianchissima ed un colore dorato ma leggermente velata, forse  dovuto all’aggiunta di frutta (evidentemente le fibre ed i tannini della frutta hanno fatto la loro parte). Al naso sentori citrici in primis e successivamente, ma più leggeri, di ananas. In bocca si ripresentano il citrico e l’ananas, che dona un ulteriore acidità oltre ad un sapore leggermente aspro ma piacevole per terminare poi con una nota dolce.

Acid Moon More

Ed eccoci qui alla versione di questa birra che forse più mi piace, quella alle more. Appena si versa nel bicchiere si nota la schiuma rosea  ed il colore tipico delle more. purtroppo non posso parlare di limpidezza. Questa versione infatti risulta molto torbida, forse dovuto, come nella versione all’ananas, ai tannini delle more. Al naso si presenta il forte odore dei frutti rossi ed anche qui un leggero citrico che comunque non mi dispiace. In bocca il sapore è quello delle more, un leggero amarognolo per poi finire nella dolcezza del frutto. Molto piacevole e ripeto, forse, la mia versione preferita.

Conclusioni

Purtroppo per un errato calcolo ho carbonato eccessivamente tutte e tre le versioni, quasi 11g/l di zucchero da tavola. Quando si apre la bottiglia, non abbiamo un effetto gush guyser ma una fuoriuscita lenta della schiuma, con una certa attenzione però si versa facilmente nel bicchiere. Sempre dovuto all’eccessivo priming, si ha in bocca una frizzantezza si eccessiva ma allo stesso tempo piacevole, quasi come uno spumante.

Diciamo che non sono pienamente soddisfatto di questa mia creazione ma essendo la mia prima birra acida che cosa potevo volere di più, di certo non un Lucano. Sicuramente in futuro riproverò a fare una berliner weisse e ad aromatizzarla con qualche frutto e dato che nel mio paese crescono senza troppa difficoltà gelsi ed albicocche pellecchiella (sono albicocche piccole, tipiche della zona vesuviana, molto dolci e zuccherine), di sicuro proverò a farli con questi due frutti. Vorrei provare anche altri tipi di acidificazione, come quella fornita dalla giumella dei chicchi di orzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *