Ad ognuna il suo bicchiere: il boccale anglosassone mug

Ad ognuna il suo bicchiere: il boccale anglosassone mug

Da qualche mese a questa parte ho iniziato ad acquistare i bicchieri adatti per ogni stile di birra. Qualcuno proviene da qualche birreria visitata di recente altri invece acquistati on-line o nei negozi di casalinghi. Esistono molti bicchieri oltre al classico boccale o alla pinta, ognuno è adatto ad uno stile piuttosto che un altro ed ognuno ha i suoi pro ed i suoi contro. Pubblicherò una serie di articoli sui bicchieri adatti alla birra, oggi ho scelto il boccale anglosassone o mug

Un po’ di storia

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di boccali da birra, viene subito da pensare al tipico boccale tedesco in cui viene servita la storica bevanda durante la conosciutissima manifestazione bavarese da esuberanti ragazze bionde. Il Mug, che se tradotto diventa tazza, è solo associato al boccale bavarese con cui condivide semmai la stazza e il manico. Non tutti sanno però che è tipico dell’area anglosassone.

I primi mug sono stati introdotti durante il XVII secolo, non erano assolutamente in vetro ma bensì in ceramica o peltro ed erano votati ad essere pratici ma allo stesso tempo resistenti. La praticità era dovuta all’impugnatura ed al fondo piatto che garantiva un appoggio stabile. La resistenza, invece, allo spessore delle pareti che dovevano mantenere la temperatura della birra.
Nel 1700 i mug prodotti con altri materiali furono abbandonati lasciando posto alla trasparenza del vetro che proprio in quel periodo, a causa della caduta del mercato veneziano del fragile vetro d’arte, i produttori inglesi e tedeschi si imponevano sul mercato con prodotti resistenti e durevoli.
Il vetro dei boccali  valorizzava  i colori della birra spillata consentendo inoltre di vedere ciò che si stava bevendo.
Tra il 1920 ed il 1930 il mug fu leggermente modificato. La variante fluted prese il sopravvento poiché era fatto con un vetro leggermente più sottile ed inoltre presentava delle scanalature trasversali. Fu anche oggetto di campagna pubblicitaria da parte della Brewers Society che lo pubblicizzava come il miglior bicchiere dove servire le Dark Mild.
Negli anni 40 uscì di scena il fluted e lasciò spazio al dimpled: un mug più basso, leggermente bombato e con delle scanalature sulle pareti esterne. La sua forma rendeva il bicchiere più resistente in confronto al fluted, il bordo superiore era ben protetto. Le scanalature esaltavano i colori di ciò che si stava bevendo e riusciva a trattenere meglio la temperatura.

Il suo punto di forza

Purtroppo, questo tipo di bicchiere è quasi, ma non del tutto, scomparso dalle birrerie e dai pub inglesi lasciando spazio alla pinta. Sicuramente il suo punto di forza è la sua stazza, lo spessore del vetro trattiene la temperatura del contenuto ed il manico evita di scaldarlo con le mani.
In questo bicchiere venivano spesso servite la più vasta gamma di Ale inglesi ma si suppone fosse stato creato per le Dark Mild e successivamente, vista la mancanza di altri bicchieri, furono servite Bitter, Porter, Cask Ale e Real Ale.
Attualmente si può trovare ancora in circolazione il modello dimpled che sta diventando sempre più oggetto di collezionismo tra gli appassionati mentre una versione completamente liscia, ma allo stesso tempo spessa e resistente, si può trovare nei paesi nordici.

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