Dopo aver provato per 8 cotte il metodo BIAB ero sempre più propenso all’acquisto di un sistema All In One che in realtà non ho mai acquistato visto il costo elevato pertanto mi son detto: la pentola già la possiedo, perché devo comprarmi un sistema pre-costruito? (Ora immaginate questa frase in dialetto napoletano).

In effetti i sistemi AIO sono considerati dei robot per birrificare alla pari di quelli da cucina. Questo però non deve essere tradotto in metto tutti gli ingredienti e fa tutto da solo, anzi, si deve sapere bene cosa si sta facendo (anche con il bimby).

Tornando alla mia esperienza, dopo un po’, l’idea di costruirmi da solo tale sistema era svanita. Tutto è tornato quando sono stato temporaneamente trasferito per lavoro nella mia città. Ho avuto modo di conoscere una persona che lavora l’acciaio ed ha un’officina che costruisce cestelli per uso alimentare. Cascato a fagiolo. Gli spiego il mio progetto e nemmeno a dirlo ecco cestello e fondo filtrante. Agli inizi di novembre del 2017 sono passato ufficialmente al BIAP. La foto qui a lato rappresenta il modello a cui mi sono ispirato, la mia versione però è leggermente più piccola come misure e come volumi. Il sistema in foto è lo Speidel Braumeister nella versione da 200L. Sto anche tentando di costruire tutto il supporto in acciaio per pentola e carrucola come in foto, nel frattempo però utilizzo la carrucola che già ho per alzare la sacca del BIAB.

Ma che cos’è fondamentalmente il BIAP, innanzitutto la sigla è l’acronimo di Brew In A Pipe, tradotto in italiano sarebbe fare birra nel tubo. Si differisce dal BIAB per il cestello in acciaio in sostituzione alla sacca in poliestere. Volendo però si può fare Sparge se si dispone di una pentola aggiuntiva. Momentaneamente non saprei specificare i pro e i contro di questo metodo ma potrebbero essere equiparati a quelli del BIAB se non si effettua lo sparge.

Come ho già detto con questo metodo si può effettuare lo sparge. Nelle prime cotte (almeno 7/8) non l’ho fatto. Ora invece sto facendo sparge, al momento che scrivo la quarta cotta.

Solitamente per la fase di sparging tiro semplicemente su il cestello, immaginate fosse la sacca, faccio gocciolare man mano l’acqua con una schiumarola (nel frattempo il gas del fornellone è acceso) e non lascio mai i grani scoperti, faccio in modo di avere almeno un paio di centimetri di acqua sopra le trebbie che man mano sgoccioleranno all’interno della pentola di bollitura. Per un errore di fabbricazione non posso inserire il filtro superiore che mi consente di avere uno sparging ottimale e senza creare corsie preferenziali per l’acqua nel letto di grani. Questo perché per far in modo che tutto fosse ben saldo ho aggiunto alla base del fondo filtrante un perno e sulla parte superiore un fermo costituito fa una bacchetta in acciao inox che attraversa tutto il diametro del cestello consentendomi poi un aggancio ottimale alla carrucola.  Il mio sistema inoltre è corredato da una pompa per il ricircolo e un tubo in silicone che adagio sulle trebbie in modo da non creare un effetto “splash”.

Quindi posso dire che questo metodo di produzione fondamentalmente è una via di mezzo tra il BIAB e il metodo classico. Le fasi di produzione fondamentalmente sono sempre le stesse:

  1. Macinare i grani
  2. Ammostamento
  3. Filtrazione e sparging (opzionale)
  4. Bollitura e luppolatura
  5. Raffreddamento
  6. Fermentazione e condizionamento
  7. Priming e conservazione

Considerazioni personali sul BIAP

Se qualcuno mi chiedesse se ne vale la pena risponderei sicuramente SI. Dovete trovare solamente qualcuno che vi costruisca un cestello oppure potete optare per un tubo di una canna fumaria come ha fatto Davide di RovidBeer (leggi l’articolo). Passare dal BIAB al BIAP e non effettuare sparge penso sia inutile. Con lo sparge inoltre guadagneremo punti in efficienza. Sono passato da un 65% in BIAB ad un 70% in BIAP senza sparge e ad un 76% con lo sparge. Nelle prime cotte con OG abbastanza elevate, 39 X-Mas Strong Ale e 39 Marsala Barley Wine,  ho avuto un efficienza del 67% (no sparge) nella 39 Imperial Stout, invece p, ho avuto 73% di efficienza (sparge). Qualcuno mi ha chiesto se avessi anche un sistema di troppo pieno. Onestamente non ne ho mai visto la necessità ma nulla toglie che ne possa avere bisogno. Momentaneamente questa configurazione del mio impianto mi da tante soddisfazioni e non penso di passare ad una configurazione classica a 3 tini.

Di seguito potete trovare un po’ di immagini di tutto il sistema.