Da qualche mese ho iniziato ad acquistare i bicchieri adatti per ogni stile di birra. Qualcuno viene da qualche birreria visitata di recente altri invece acquistati on-line o nei negozi di casalinghi. Esistono molti bicchieri oltre al classico boccale o alla pinta ed ognuno è adatto ad uno stile piuttosto che un altro ed ognuno ha i suoi pro ed i suoi contro. Oggi vi parlo di un bicchiere studiato e realizzato interamente in Italia: il Teku.

Un po’ di storia

Questo bicchiere è stato progettato, nel 2004, appositamente per la degustazione, a livello professionale, di birra da una collaborazione tra la Rastal (azienda produttrice), Teo Musso (Baladin) e Kuaska (Lorenzo Dabove, degustatore). Il bicchiere prende il nome da una parte dei nomi dei due inventori, considerati pilastri portanti della birra artigianale italiana, uno è birraio mentre l’altro è un degustatore professionista nonché uno dei maggiori esperti italiani di birra artigianale e di qualità. La progettazione e lo scopo d’uso iniziale erano quelli di creare un bicchiere universale per la degustazione a livello professionale che esaltasse sia i pregi che i difetti, a livello olfattivo, della birra servita in esso.

Il Teku è stato presentato ufficialmente nel 2006 a Rimini e sin da subito si è affermato a livello professionale e successivamente si è diffuso a macchia d’olio In quasi tutti i locali birrari italiani e non solo, divenendo così il bicchiere simbolo della buona birra, non solo italiana ma anche nel mondo. Molti sono i birrifici ed i locali che utilizzano questo bicchiere per la mescita di birra, talvolta anche in modo scorretto.

Il primo modello era alto all’incirca 20 cm e con una capienza massima di 425 ml e con una tacca posizionata all’incirca sui 100ml. Successivamente, nel 2011 è nata la versione 2.0, reso più resistente e con una svasatura più ampia in modo da consentire al degustatore di percepire tutti gli aromi della birra. Attualmente siamo alla versione 3.0, nata nel 2014. Sostanzialmente non cambia nulla dalla versione precedente, in fatto di forme, ma solo nella qualità e nella lavorazione del vetro utilizzato. Con la terza versione è giunto anche un Mini-Teku da 330 ml, di circa 1,5 cm del fratello maggiore ma sostanzialmente con le stesse caratteristiche.

Il suo punto di forza

Sicuramente, visto lo scopo d’uso iniziale e le sue forme stilizzate, il Teku è il bicchiere che consente agevolmente ad un giudice di valutare una birra, a livello olfattivo, in modo corretto. La forma, simil-tulipano o simil-ISO, può contenere una buona quantità di liquido, contenere la schiuma formatasi ed esaltare gli aromi del prodotto oltre a consentire, laddove fosse necessario, una rotazione della birra oggetto di esame. Il bicchiere è adatto a tutti gli stili di birra. Personalmente possiedo diversi Teku e Mini-Teku ma preferisco effettuare la mescita nel bicchiere che più si addice allo stile prescelto. Solitamente lo utilizzo solo quando mi riunisco con amici per piccole degustazioni.