Cotta con sistema All In One e prima Collabbeer

Cotta con sistema All In One e prima Collabbeer

Un caloroso (visto il persistere delle alte temperature) bentornato a tutti dalle vacanze, questo è il primo articolo dopo la pausa estiva. 39 però, non è andato in ferie per soddisfare la fame di informazioni e di esperienza sia sua che degli altri. Oltre ad aver assaggiato varie birre sia da homebrewer che di birrifici professionali, aderito a vari progetti, preparato birre per vari concorsi ha anche effettuato una cotta in collaborazione con un altro homebrewer. Ma bando alle ciance, godetevi l’articolo.

Agli esordi della mia avventura come birrificatore casalingo ero attratto e propenso all’acquisto di un sistema compatto meglio definito All In One. Dopo tanti dubbi ed incertezze ho lasciato perdere e mi sono costruito il mio sistema, molto simile, ma non proprio preconfezionato (ne parlerò in un articolo dedicato). La voglia di provare uno di questi giocattoli è stata tanta ma per un periodo è svanita per poi ritornare quando ho conosciuto un collega di lavoro con cui condivido l’arte di brassare in casa oltre ad essere un ottimo amico, di quelli che se ne trovano pochi in giro (Pasckal al secolo Pasquale Aprea). Quando l’ho conosciuto mi disse: sto aspettando che mi arrivi il sistema All In One e non vedo l’ora di provarlo. Lui ovviamente l’ha provato più volte ma la curiosità è la mia.

Dopo aver studiato insieme, per qualche mese, uno stile ed una ricetta ad-hoc, abbiamo deciso di brassarla con il suo AIO, così è anche nata la prima collabbeer di TreNove (vi svelerò a tempo debito cos’è).

Che cos’è un sistema All In One. 

In sostanza è un bollitore elettrico composto da un cestello (chiamato anche Malt Pipe), un fondo filtrante e un filtro per lo sparge, un tubo di troppo pieno, un filtro bazooka posto all’ingresso della pompa di ricircolo, una valvola di scolo, una centralina di controllo e come accessori opzionali ci sono una serpentina di raffreddamento ad immersione e una paletta, tutto rigorosamente in acciaio. Questi in linea di massima sono i componenti che tutti questi tipi di sistemi hanno. Alcuni poi hanno 2 resistenze, oppure il tubo di ricircolo interno, un raffreddamento a controflusso, tutto in variazione del prezzo di partenza ma anatomicamente parlando tutti più o meno simili.

Di questi sistemi ne esistono per tutte le tasche, il prezzo più basso si aggira intorno ai 200€ mentre quello più alto può arrivare anche a 3000€. Quelli più economici di solito vengono prodotti in massa e poi rimarchiati con il logo del rivenditore, quelli di fascia media invece sono prodotti con materiali, qualitativamente migliori e possono vantarsi anche di avere un controller proprietario. Quelli invece di fascia alta sono probabilmente di un acciaio inox di alta qualità, accessori e pompa compresa, e possono avere controller con software più o meno sofisticati.

Finalmente BrewDay!!!

Dopo aver controllato i turni di lavoro e trovato un compromesso, io e Pasquale abbiamo deciso di effettuare la cotta di una Black Saison. Durante tutto il processo ho avuto modo di toccare con mano il giocattolo in questione. Il modello in suo possesso è molto noto a parecchi birrificatori casalinghi e permette di produrre fino a 30L con una densità massima di 1.050 (per densità più alte bisogna fare meno litri). La sua versione è chiamata EASYGRAIN e viene rimarchiata con questo nome da un noto rivenditore italiano, anche gli altri rivenditori hanno lo stesso prodotto sotto nome differente e non solo quelli italiani.

Al mio arrivo, ore 9.45 ho già trovato l’acqua alla temperatura di 57º per poi farla stabilizzare una volta versati i grani a 55º. Il prodotto sembra ben fatto, anche se comunque l’acciao utilizzato è molto sottile e, a mio avviso, poco resistente, inoltre alcuni pezzi sembrano assemblati in modo poco professionale. Sia il fondo filtrante che quello superiore per lo sparge non hanno una guarnizione a protezione del cestello che inevitabilmente viene graffiato.  La centralina di controllo presenta un display monocromatico con una retroilluminazione di colore celeste e ben otto tasti posti ai lati. Su di essa vengono visualizzate diverse informazioni come la temperatura del liquido, i minuti, la potenza della resistenza, le varie gettate di luppolo quando si è in boil ed altro ancora. Inoltre si può impostare tutto il processo di produzione con vari step, la pompa ha un comando manuale posto su un lato è una lucina rossa indicherà la sua accensione. Il settaggio è abbastanza semplice e Pasquale è stato molto cortese ad aspettarmi per farmi vedere il funzionamento.

Sul lato è presente un tubo, che percorre in verticale tutta la caldaia, ed è collegato alla pompa. Alla base è saldato, anche se la saldatura non è proprio bella da vedere. Inoltre è leggermente inclinato ed è fissato al bollitore tramite una fascetta a vite sempre in acciaio. Sulla sommità viene interrotto da una piccola valvola a sfera e un raccordo femmina di tipo CamLock. In questo raccordo verrà poi alloggiato un altro tubo curvato, rivestito di neoprene, che a sua volta va a finire all’interno del bollitore stesso, passando attravarso un foro posto sul coperchio in vetro temperato.

I 28 litri di acqua di mash sono stati riscaldati dalla resistenza aumentando di circa 1º al minuto. Dal protein rest fatto a 55ºc ad arrivare alla Beta-Amilasi fatta a 63ºc ha impiegato circa 8 minuti (cronometro alla mano). Si può dedurre quindi che non c’è bisogno di tenere sempre al massimo la resistenza che ricordo, arriva fino a 2500w, anche se su questo sono un po’ dubbioso. Quando abbiamo versato i grani, Pasquale mi ha fatto presente che, per via del mulino che possiede, sfarina sempre un pochettino e che non ha mai avuto problemi ne di filtrazione finale, ne di intasamento del ricircolo per le troppe farine presenti.

Con l’aiuto della paletta in dotazione facciamo in modo che tutti i grani vengano a contatto con l’acqua, dopodiché mettiamo il filtro superiore. A questo punto mettiamo il coperchio, agganciamo il tubo e facciamo iniziare il ricircolo. Il tempo previsto per il mash è di 100 minuti diviso in 4 step preventivamente impostati. Concluso il mash, veniamo avvisati dalla centralina tramite un suono. A questo punto sganciamo il tubo curvato, togliamo il coperchio, e tiriamo su il cestello che tramite alcuni piccoli ganci viene mantenuto sospeso sul bollitore.

Da questa posizione effettuiamo lo sparge. Versiamo l’acqua che man mano scorre nel bollitore passando attraverso il letto di trebbie. Il filtro superiore fa defluire l’acqua facendo in modo che non si creino corsie preferenziali tra i grani consentendo un lavaggio uniforme. Nel frattempo che l’acqua sgocciola, la temperatura si innalza ed in brevissimo tempo (resistenza impostata a 2700w) sale a 100ºc. Il luppolo in pellet viene lasciato libero. In amaro abbiamo usato un Magnum (unica gettata a 60 minuti) mentre in aroma uno Styrian Golding (due gettate, una a 20 minuti ed una a 5 minuti). Sono passati anche questi 60 minuti di bollitura ed ecco che procediamo con il raffreddamento tramite serpentina ad immersione. L’acqua di rete però non è nostra amica e non ci permette di raffreddare al di sotto dei 30ºc.

Non coscendo benissimo il sistema, avevo impostato la ricetta con un efficienza del 70% e con una OG prevista di 1.053. Come potete vedere dalla foto sopra siamo un pelino fuori, contando che ci manca ancora l’ingediente segreto in seconda fermentazione. Il travaso in fermentatore avviene tramite il rubinetto posto su di un lato, inoculiamo il lievito Fermentis BE-134 e attendiamo che faccia il suo lavoro (il lievito è stato inoculato alle 13 circa e già in serata, 19 circa, la fermentazione era partita).

Non vedo l’ora di provarla questa birra, io e Pasquale ancora dobbiamo decidere il nome, al momento su ciò che mi dice sembra promettere bene. Ma ritorniamo a parlare dei sistemi AIO.

Considerazioni finali

Tralasciando tutte le varie fasi di produzione, che sono uguali al classico sistema a tre tini, questi sistemi possono essere posti a metà tra il BIAB (cestello in acciaio invece della sacca) e il metodo classico (la possibilità di fare lo sparge). Ma perché conviene acquistare un sistema del genere? La risposta può essere tra le seguenti motivazioni:

Problemi di spazio. Viste le dimensioni e l’ingombro, tali sistemi risulteranno ottimi per chi ha problemi di spazio o chi non ha un luogo esclusivo per brassare. Si può tenere anche in appartamento, sempre con le dovute precauzioni (mogli o fidanzate).

Tempo. Il tempo necessario per l’intera cotta ci vuole. Quello si risparmia è quello per la pulizia. Una volta estratto il cestello si può iniziare a svuotarlo e pulirlo mentre la bollitura va avanti. In questo modo un pezzo viene già lavato, la pentola di sparge tutto sommato necessità di una passata veloce. Con il mio impianto devo attendere che tutto finisca. Comunque abbiamo impiegato circa 5 ore, pulizia compresa.

Controllo delle temperature. Con la centralina presente il controllo delle temperature avviene in modo automatico. Ancora tanti sono gli homebrewer che hanno un controllo manuale delle temperature. Qualche impianto di fascia medio-alta permette anche un controllo via smartphone.

Prezzo. Come già detto in precedenza ne esistono di diversi prezzi e categorie. L’EasyGrain, che ripeto permette di produrre fino 30L con densità 1.050, è venduto sotto altro marchio anche per produrre 50L, la resistenza di riscaldamento però ha una potenza maggiore quindi, prima di procedere all’acquisto, assicuratevi che il vostro contatore la supporti.

Stesso modello altri nomi: Klarstein Mundschenk 30/50L, Hopcat 30/50L, BrewMonster 30L, BrewMonk 30L, leggermente differente ma stessa caldaia e centralina il Bulldog.

Fascia media: GrainFather

Fascia Alta: Braumeister 10/20/50L,  BrewTools 40/50L (i prezzi sono ancora sconosciuti).

Sicuramente ne esistono ancora altri, al momento sul mercato europeo sono disponibili questi. Della Klarstein inoltre esiste una caldaia di ammostamento molto simile al vecchio beerfest che però ha una centralina con display touch e tutti gli accessori del Mundschenk. L’unica cosa che manca è una pompa e un tubo di ricircolo (attenzione, la modifica potrebbe costare pochi euro) il prezzo però è di soli 199€.

Anche tu hai un sistema del genere? Commenta e scrivi le tue impressioni in merito o quali migliorie hai apportato.

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