la settimana scorsa ho parlato dello stile Wee Heavy ora invece vi parlerò di una birra brassata per provare lo stile. La cotta è avvenuta più o meno tra maggio e giugno, prima che vendessi il mio impianto i 30L di mosto ottenuto sono stati divisi in due batch uno da 18L e uno da 12L e chiamate successivamente 39 X-Mas e 39 X-Mas Kveik Barrel.

Il mosto è praticamate identico e prevede l’uso di 72% di malto Minch Hook Head Pale, 8% di malto Crystal 80L, 6% di malto Chocolate, 6% di fiocchi d’avena e 8% di malto Monaco, come luppolo ho utilizzato solo in amaro il Target avendo circa 30 IBU. Cambiano i lieviti, nel batch da 18L ho utilizzato il Wyeast 1728 Scottish Ale mentre nel batch da 12 ho utilizzato invece il lievito Kveik #5 Hornidal.

Innanzitutto le due fermentazioni sono state completamente differenti. La prima ha conseguito una fermentazione a 18º per circa 24gg poiché la densità faceva fatica a scendere mentre quella con il Kveik ha conseguito una fermentazione di soli 4 giorni ad una temperatura di 36º. Per il batch da 12L,che praticamente ho utilizzato come starter per il lievito Kveik, avevo previsto anche una maturazione in botte di una settimana ma che poi si è tramutata in ben 19 giorni.

Ma vediamo come sono le due produzioni e le loro differenze.

39 X-Mas

39 X-Mas Barrel

Il primo assaggio di queste due birre è avvenuto con un distacco temporale molto ampio, quella fermentata con il kveik è stata stappata dopo solo 15 giorni dall’imbottigliamanto mentre per la controparte ho atteso un 40 giorni circa.

Aspetto

Esteticamente parlando le sorelle sono identiche. Si presentano con un bel colore marrone scuro con riflessi tendenti al rosso, Sembra che quella con il Kveik sia leggermente più chiara. La schiuma è di colore avorio e nella versione normale è più persistente di quella passata in botte forse per via della eccessiva sedimentazione del lievito Kveik e della conseguente non corretta rifermentazione.

Aroma

La versione normale non ha tanti aromi che arrivano al naso, dato che il lievito sembra essere stato molto neutro per via della temperatura di fermentazione, evidentemente dovevo alzarla un pò di più per tirare fuori qualche estero. La Kveik Barrel invece presenta un leggero aroma funky, molto probabilmente la botte ha innescato qualche fermentazione da parte di qualche animaletto particolare. Onestamente gli aromi funky a me non dispiacciono ma, durante l’assaggio con alcuni amici qualcuno ha storto il naso.

In bocca

La birra fermentata con il 1728 risulta maltata e non eccessivamente amara, ha anche un buon retrogusto di caramello e di tostato oltre ad una nota setosa, il corpo è medio e la carbonazione è abbastanza elevata per lo stile. L’alcol si avverte poco ma si fa sentire dopo un pò.  La birra fermentata con il Kveik invece ha un corpo più esile e l’amaro risulta più accentuato, ha anche una nota alcolica che si sente quando si beve e anche poco dopo, la carbonazione è più in stile.

Considerazioni finali

Onestamente non sono soddisfatto di nessuna delle due versioni e quindi nelle prossime ricette qualcosa cambierò, partendo dai malti scuri e tostati eliminando inoltre i fiocchi che a mio parere poco c’entrano con questo stile ma, come è mio solito, fino al giorno della cotta cambio la ricetta milioni di volte quindi nulla è certo. Le cose certe sono sicuramente un passaggio in botte di rovere e l’esclusione del Kveik.

Conclusioni

Questa birra, come si evince dal nome, è stata brassata per le festività natalizie da regalare ad amici e parenti ed inoltre  una bottiglia è diventata anche una gustosa gelatina dolce che ben contrasta l’amaro del luppolo con il dolce del miele da usare sul un soffice panettone. Essendo questo l’ultimo articolo dell’anno e viste le prossime festività colgo l’occasione per fare a tutti gli auguri di un sereno natale e sopratutto per un ottimo 2019 e che sia soprattutto a tutta birra.