BJCP 2015 1C TIPO ALE
OG 1.042 – 1.055 FG 1.006 – 1.012
IBU 15 – 20 ABV 4.2 – 5.6%
EBC 5 – 10 SRM 2-5 – 5
BU/GU 0.19 – 0.36 CARB. 2.6 – 2.7 vol.

DESCRIZIONE
La Cream Ale è una birra chiara americana che gode di una lunga storia. La sua nascita probabilmente risale al lontano 1800 insieme ad altri stili. Si sa che la maggior parte degli stili americani sono radicati nella cultura inglese, ma con l’arrivo di migranti tedeschi il mondo birrario dell’epoca ebbe una svolta, questi ultimi portarono con se anche la storia delle lager tedesche e di qualche birra ad alta fermentazione come le Kölsch.

I birrai americani dopo queste innovazioni portate dai nuovi coloni e all’indebolimento delle vendite delle loro Ale dovevano inventarsi qualcosa di nuovo per continuare a venderle loro ed un pò per imitare le lager iniziarono a produrre una birra rinfrescante con un grist leggero fermentato a temperature più basse rispetto alle altre Ale e che venisse bevuto fresco per gustarne meglio l’aroma.
Il risultato fu una birra simile a un Kölsch, una birra leggera, poco fruttata e rinfrescante. La popolazione rispose in modo positivo a questa nuova birra e pare che abbia anche superato  gli effetti del proibizionismo. Come quasi tutte le birre dell’epoca la carbonazione veniva effettuata con la tecnica del Krausening portando ad una frizzatezza elevata ma non fastidiosa.
Attualmente la maggior parte delle cream ale hanno poco in comune con lo stile pre-proibizionista. Gli esempi di produzione artigianale si avvicinano poco alla linea storica e, sebbene non siano ancora eccessivamente popolari, trovano un posto di nicchia e come birra di ripiego.

AROMA

Deboli note di malto con aroma dolce che ricorda il mais. Sono ammessi bassi livelli di DMS ma non sono richiesti. Aroma da luppolo da nullo a basso con note floreali, speziate o erbacee tra le più comuni. Globalmente un aroma sottile dove non dominano né il luppolo né il malto. Si può percepire una debole presenza di esteri fruttati ma non sono richiesti.

ASPETTO

Da paglierino chiaro a dorato moderato anche se di solito è tendente al chiaro. Schiuma da bassa a media con carbonazione da media ad alta. Ritenzione della schiuma adeguata. Birra chiara e brillante.

GUSTO

Amaro da basso a medio-basso. Maltosità e dolcezza da basse a moderate che variano a seconda della OG e della attenuazione. Di solito è ben attenuata. Non prevalgono né i malti né i luppoli. È presente un gusto da mais da basso a moderato come pure un basso DMS (opzionale). Il finale varia da poco secco a debolmente dolce. Pochi esteri fruttati sono opzionali. Il gusto di luppolo varia da basso a medio-basso (si può usare qualsiasi varietà ma tipicamente si impiegano luppoli floreali, speziati o erbacei).

IN BOCCA 

Sensazione di leggero e fresco anche se il corpo può arrivare a livelli medi. Morbida in bocca con attenuazione medio-alta, gli esempi con livelli di attenuazione maggiore conferiscono una qualità dissetante. Carbonazione alta.

COMMENTI

Le Cream Ale prima del Proibizionismo erano un po’ più alcoliche e più luppolate (anche con dry hopping) e più amare (con IBU 25-30 e oltre). Queste versioni dovrebbero essere incluse nella categoria Birre Storiche. Gran parte delle birre in commercio ora hanno una OG tra 1.050 e 1.053 e la IBU di rado supera i 20.

HOMEBREW TIPS

MALTI: il grist per creare una cream ale è semplice. la base sarà un malto six-row oppure un mix con un two-row, sarà difficile trovare un malto six-row e quindi probabilmente, come ho fatto anche io, ho optato per il solo malto two-row con un mix di pilsner e pale. Ho affidato poi un 10% del grist, ma si può arrivare anche fino al 20%, ai fiocchi di mais. Questa è la versione semplice. Se si vogliono complicare le cose si può aggiungere un 10% di malto di frumento in modo da conferire una consistenza diversa ed avere un cappello di schiuma più succulento. Per aggiungere un pò di colore e di corpo si può inserire nel grist un 5% massimo di Monaco o un Crystal chiaro. io preferito la semplicità.

LUPPOLI: il luppolo padrone in questa birra è decisamente il Cluster, uno dei più vecchi sulla scena americana. Anche se comunque altre varietà americane si sono fatte avanti. Sebbene viene prediletta la sola gettata in amaro, molte versioni hanno anche luppoli in aroma e qualcuna anche in dry-hopping. I luppoli da utilizzare potrebbero essere Northern Brewer, Cascade, Crystal, Styrian Golding, Mount Hood e qualche altra varietà americana. Consiglio comunque di non superare i 20 IBU.

ACQUA: La mia acqua, qualsiasi sia la birra che faccio, deve essere necessariamente modificata con dei sali cercando, tramite un calcolatore tipo EZ Water, di bilanciarla. Non mi sento di dire che tipo di acqua utilizzare ma penso che un’acqua leggera sia l’ideale. Ovviamente anche il pH va portato in un range ottimale, io mi sono tenuto su 5.4. 

MASH: un mash a singolo step va più che bene, tenersi su una temperatura tra i 65 ed i 67°c per circa un’ora estrarrà tutti gli zuccheri necessari (eseguite sempre un test dello iodio). Se si una mais non gelatinizzato si dovrà eseguire un processo diverso facendoli gelatinizzare a parte insieme ad una parte del malto e dell’acqua che poi andrà unito nella pentola di mash principale.

LIEVITO e FERMENTAZIONE: la scelta del lievito è ampia, con i secchi si potrebbe optare per i Fermenti S-23 o il sempre presente US-05. Con i liquidi abbiamo più scelta il Wyeast 1056 American Ale, il Wyeast 2212 American Lager, il White Labs WLP-001 California Ale o il WLP-810 San Francisco Lager. Qualsiasi lievito si usi la temperatura di fermentazione deve essere mantenuta bassa dai 16 ai 18°c. Prima di brassare questa birra ero ad un bivio sulla scelta del lievito ad alla fine ho utilizzato un ceppo Kveik, Precisamente l’Aurland che se fatto fermentare alla sua temperatura ideale (26°c) resta molto neutro.

PRIMING: ho brassato la birra lunedì scorso e grazie al lievito kveik ho potuto già imbottigliare, non ho utilizzato la tecnica del Krausening ma semplice zucchero da tavole tenendomi su 2.6 vol. circa 6g/L di zucchero. Per l’assaggio dovrò aspettare ancora un pochetto.