American Brown Ale

American Brown Ale

È quasi un mese ormai che per sbaglio ho brassato un American Brow Ale. Per sbaglio perché nella formulazione della ricetta, sbadatamente, non ho cambiato i ºL (Lovibond) dei malti Crystal ottenendo così una colorazione, calcolata dal software, leggermente ambrata, pertanto abbondavo con la i grammi di malto che poi in realtà mi hanno regalato il colore marrone tipico delle Brow Ale. In fase di mash vedendo quel colore così scuro ho pensato questa non è affatto una California Common, troppo scura, che sarà successo? Ho controllato e ricontrollato più volte la confezione dei malti utilizzati per assicurarmi che fossero quelli giusti (intanto la fase di mash procedeva) ma non riuscivo a capacitarmi dell’errore. Ricontrollando la ricetta poi ho capito che l’errore era mio, infatti inserendo la giusta tonalità di colore dei Crystal ecco che mi usciva quel colore marrone, ormai era fatta e già in fase di cottura non potevo tornare indietro  ed ho pensato di aggiungere una leggera quantità di malto Chocolate. Ed ecco come è nata la 39 American Brown Ale. Ma diamo un occhiata a cosa ci suggerisce il BJCP.

BJCP 2015 19C TIPO ALE
OG 1.045 – 1.060 FG 1.010 – 1.016
IBU 20 – 40 ABV 4.5 – 5.5%
EBC 35 – 69 SRM 18 – 35
BU/GU 0.44 – 0.50 CARB. 2.3 – 2.8 vol.

DESCRIZIONE

Come succede un po’ per tutti gli stili di birra con il prefisso “American" anche le Brown Ale sono indissolubilmente radicate nella storia della birra europea soprattutto in quella inglese da dove ovviamente deriva questo stile. Nel 1700 in Inghilterra le birre scure, come Porter e Brown andavano per la maggiore ma dalla metà dell’800 hanno subito un declino a favore delle birre chiare. Come accade per molte birre in via di estinzione, si deve ringraziare qualche buon anima che, forse, per nostalgia dei tempi passati ha ripreso lo stile.

Riprendendo il discorso American, sappiamo che molti coloni riprendevano gli stili della terra madre usando le materie prime del nuovo territorio e soprattutto sperimentando che hanno ricreato, tra le altre birre, le American Brown Ale.

Solitamante a livello organolettico non differiscono molto da quelle inglesi. Le uniche differenze stanno nel grado alcolico e nell’amaro leggermente più alti.

Purtroppo non è facile trovarle a causa della sempre più alta radicale richiesta di birre chiare e leggere. Una delle poche birre assaggiate di questo stile è stata la Breckle’s Brown di Anchor Brewing presa da HOPT due anni orsono.

AROMA

Moderato malto tra il dolce e il complesso-ricco con note di cioccolato, nocciola e/o tostato. L’aroma di luppolo è tipicamente da basso a moderato e qualsiasi varietà che faccia da complemento al malto. Alcune interpretazioni dello stile possono evidenziare un aroma di luppolo più elevato, caratteristico di luppoli americani o pacifici (agrumato, fruttato, tropicale, ecc.) e/o un fresco aroma da dry-hopping (tutti opzionali). Gli esteri fruttati vanno da molto bassi a moderati. Il carattere di malto scuro è più deciso che nelle altre Brown Ale, tuttavia non arriva ad assomigliare ad una Porter. Il malto e i luppoli sono in genere bilanciati.

ASPETTO

Colore da marrone chiaro a molto scuro. Limpida. Schiuma da bassa a moderata e di colore tra l’avorio e il bruno-rossiccio.

GUSTO

Malto dolce o complesso-ricco da medio a moderatamente alto con cioccolato, caramello, nocciolo e/ o malto torrefatto. Amaro da medio a medio-alto. Il finale da medio a medio-secco fornisce un retrogusto che evidenzia sia il malto che il luppolo. Il gusto di luppolo è da leggero a moderato e può avere toni agrumati, fruttati o di frutta tropicale, anche se è accettabile qualsiasi luppolo che faccia da complemento al malto. Esteri fruttati da molto bassi a moderati.

IN BOCCA 

Corpo da medio a medio-pieno. Le versioni più amare possono dare una sensazione di secco e resinoso. Carbonazione da moderata a moderatamente alta.

COMMENTI

Gran parte delle American Brown commerciali non sono aggressive come le versioni casalinghe o come alcuni moderni esempi artigianali. Questo stile riflette le offerte commerciali attuali, vendute come American Brown Ale piuttosto che le versioni casalinghe più luppolate e più alcoliche degli albori dell’homebrewing. Queste Brown Ale con l’alcolicità delle IPA dovrebbero rientrare nella categoria Specialty IPA come Brown IPA.

HOMEBREW TIPS

MALTImalto base ben modificato a cui va aggiunto una buona percentuale di malto Crystal in diverse gradazioni di colori e che copre circa il 10/12%. Spesso vengono usati malti molto scuri come il Chocolate o il Black ma solitamente non superano il 2%.  In alcune ricette ho notato che viene usato anche malto Aromatic, Special B, Brown e qualche volta Munich Dark ma sempre in quantità piccolissime. In altre ho riscontrato invece l’uso del Wheat fino al 5%, forse per la ritenzione della schiuma. 

LUPPOLI: Sapete perché le birre americane sono definite tali? Perché viene preferito l’uso di luppolo autoctono. In una American Brown Ale spesso viene usato il Cascade, il Mt. Hood, il Willamette, il Golding. Io ho usato un luppolo americano di eccellenza il Cluster. Sempre in base alle ricette a cui ho dato un’occhiata spesso, viene anche effettuato Dry-hopping ma come sempre consiglio di non esagerare, diciamo più o meno 0,7/1g litro.

ACQUA:  L'acqua ad alto contenuto di carbonati funziona bene con questo stile perché accentua il maltato. Se la vostra acqua è abbastanza equilibrata valutate di abbassare i solfati e cercate di tenerli sotto gli 80 ppm.

MASHUn semplicissimo mash a singola step sarà perfetto per questo stile. Per avere un buon corpo penso che le temperature nell’intervallo di 66/68º siano perfette per questo stile.

LIEVITO e FERMENTAZIONELe Brown Ale americane non hanno tanti esteri da lievito, generalmente sono pulite ed equilibrate. Quindi un lievito americano pulito, ad alta attenuazione come può essere un Fermentis US-05 penso sia l’ideale. Se usate i liquidi c’è una scelta più vasta e penso che un Wyeast 1056 o White Labs WLP060 potrebbero fare la differenza. Io ho utilizzato il Wyeast 2112, solo perché dovevo fare una California Common, ma può essere che venga fuori qualcosa di buono. Ovviamente inutile dire che un buon controllo della temperatura può fare la differenza. Io ho fermentato a 16º ma penso che comunque i 18º per poi alzare fino a 20 negli ultimi giorni di fermentazione vadano bene per i lieviti menzionati sopra.

PRIMING: Sia che si tratti dell'imbottigliamento o di infustamento, vista la moda che sta dilagando ultimante, penso che 2,4 volumi di CO2 siano gli ideali per questa birra.

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