Dopo la selezione delle materie prime, la macinatura dei grani è la prima vera e propria fase di produzione della birra. I grani di orzo o suoi succedanei verranno macinati prima dell’uso.

Dai questi chicchi macinati si potrà estrarre gli amidi che serviranno per produrre la birra. L’errore di molti homebrewer, vi assicuro che anche io l’ho fatto, è quello di sottovalutare questa fase. Una macinazione non appropriata può portare a problemi di conversione, ovvero, gli amidi non riusciranno a convertirsi in zuccheri e di conseguenza in alcool.

Macinazione dei grani fatta con mulino a rulli. I chicchi devono essere rotti e non ridotti in farina.

Per questa fase si deve disporre di un mulino, ne esistono diversi e c’è chi se lo fa da se. Cosa molto importante è che il mulino non sfarini troppo ma si limiti a rompere il chicco e lasciare la parte interna intatta. Questo per due semplici motivi:

  1. Le scorze dei chicchi sono importanti durante la fase di filtraggio del mosto.
  2. Queste scorze contengono tannini e quindi se ridotte in farina andrebbero a finire nel mosto attribuendogli un sapore non proprio bello.

Molti homebrewer usano un escamotage, nebulizzano acqua sui chicchi per evitare lo sfarinamento. Questo procedimento rende di fatto più flessibili le bucce che tenderanno a rompersi senza creare troppa farina. Questa tecnica deve essere utilizzata poco prima di macinare i grani perché altrimenti l’umidità ammorbidisce l’intero chicco in modo da compromettere la macinazione.

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